L’afasia evolutiva sopravviene tra i 3 ed i 4 anni ed è completamente diversa dall’afasia adulta.

Definizione: “ L’Afasia è la perdita totale o parzialedi una o più abilità comunicative già strutturate di tipo linguistico o non linguistico a seguito di una lesione organica delle strutture cerebrali responsabili della codificazione o della decodificazione di qualsivoglia messaggio di ogni grado di sofisticazione su ogni canale comunicativo sia sil versante espressivo che impressivo”. (O. Schindler)

Da questa definizione si comprende che… sostanzialmente non ha senso parlare di afasia evolutiva prima dei 3 anni, seppure altre forme di comunicazione espressiva intenzionale  inizino già con il secondo trimestre di vita, ma è anche da tener presente che altre forme di comunicazione appaiono anche più tardi (es. lettura e scrittura).

La gestione del piccolo paziente afasico differisce notevolmente dal trattamento dell’afasia nell’adulto ed ha anche possibilità di recupero ben diverse, con evoluzione più favorevole.

Ciò avviene perchè le aree secondarie della corteccia cerebrale deputate alla codifica e decodifica sono ancora malleabili prima dei 14 anni , quindi mentre in un paziente adulto le aree cerebrali sono ben definite e non  plasmabili quindi se per esempio si crea una lesione nell’area di Broca si manifesterà una Afasia non fluente con poca malleabilità delle aree circostanti nel sopperire alla lesione.

In età evolutiva ciò non accade, poicheè non avendo il cervello ancora predestinato le funzioni cognitive alle aree deputate tali attività si posso sviluppare a pieno in un’area adiacente senza compromettere la funzionalità.

Quindi nessuna distruzione anatomica di zone corticali destinate in seguito a diventare “centri”, avvenuta nel primo anno di vita, porterà mai di per se sola , a futuri impedimenti della verbalità, in altri termini il costituendo “centro”, trovando distrutta la zona corticale dove dovrebbe strutturarsi, può farlo in altri sitio integrati della stessa area secondaria o addirittura sulla corrispondente area secondaria  dell’emisfero controlaterale.

Ciò spiega l’evoluzione molto più favorevole della sindrome afasica in età evolutiva.

Considerato che la causa traumatica risulta essere la maggiore responsabile di afasia in età evolutiva e che vi è  solitamente una primissima fase di coma variabile da 3 giorni a un mese ad eccezioni di condizioni cliniche più gravi, i piccoli pazienti appena sono ingrado di respirare autonomamente vengono trasferiti dalla rianimazione ad altri reparti, possono essere neuropsichiatria infantile neurochirurgia e chirurgia.

Il primo intervento logopedico avviene nel presidio ospedaliero e consiste nel fornire indicazioni ai familiari ed al personale su quali strategie di comunicazione attuare. Nonappena possibile si procede con una valutazione logopedica funzionale ponendo l’attenzione sulle seguenti competenze : abilità visuo percettive, memoria visiva a breve termine, memoria uditiva a breve termine, comprensione verbale, calcolo, struttura spazio temporale, patrimonio semantico, strutturazione della frase, linguaggio automatico,  lettura scrittura e attenzione.

Ti ricordo che l’afasia in età evolutiva va dai 3 anni  fino ai 14anni quindi è bene comprendere tutte le aree da osservare e selezionarle in base all’età del paziente preso in carica.

Una volta esegiuta la valutazione il mio consiglio è di partire dalle aree più “sane” per avere aun’impatto positivo e sfruttare la motivazione che è  fondamentale per il buon esito della  terapia.