Spesso chi balbetta attua delle “strategie di compenso“, cioè trova spontaneamente un modo per migliorare il proprio linguaggio,

sapete che Paolo Bonolis balbettava?

Lui è a mio avviso, un’esempio eccellente di strategie di compenso ben riuscita, ha velocizzato molto il ritmo del suo linguaggio riuscendo a trovare la propria prosoidia.

Tra le strategie di compenso che ho sperimentato, quella di trovare un tempo proprio è stata la più semplice da eseguire, con i bambini giocando abbiamo inventato a turno delle frasi, nel pronunciarle battevamo un tempo con la mano con il piede o in qualsiasi modo ci vennisse per la testa…

Così facendo in modo sempre più incoinsapevole ed involontario il tempo che inizialmente veniva scandito per fluidificare il discorso è diventato naturale migliorando l’aspetto verbale in modo sostanziale!

Un esercizio molto bello, a mio parere, viene spiegato in una guida gratuita sulla balbuzie per insegnanti è la lettura in gruppo per i bambini di scuola elementare, il bambino balbuziente legge con gli altri e rinforza la propria auto stima, poi i gruppi che inizialmente sono di 5 bimbi si sfoltiscono di settimana in settimana fino ad arrivare alla lettura di ogni singolo bambino.

Il mio intento proponendo attività ritmate, è stato quello di spostare l’attenzione dal parlare al tempo, cercando di ridurre l’ansia e devo dire che spesso questa srategia si è dimosrata efficiente!

Giocare con la voce allungando le vocali parlando a cantilena, sono tutti modi per favorire la fluenza verbale, possono essere sperimentati per far acquisire la consapevolezza di un linguaggio differente, è ovvio che non si può proporrà di parlare in questo modo ma può servire per comprendere come evitare di spezzare il fiato e le parole.

Alcune persone modificano il proprio linguaggio inserendo delle pause tra una parola e l’altra, anche questo meccanismo di compenso è molto frequente,  si può  anche rallentare il ritmo dell’eloquio .

In riabilitazione logopedica il lavoro si svolge, sensibilizzando i familiari, gli insergnanti, parenti ed amici,  ad adottare comportamenti adeguati, poichè spesso inconsapevolmente il nostro comportamento interferisce negativamente sulla performance verbale , infatti  se diamo fretta, se evitiamo di guardare il nostro interlocutore che ha difficoltà nell’esprimersi non facciamo altro che dargli maggiore ansia cosicchè il suo modo di parlare peggiorerà ancor di più!

Il punto focale della riabilitazione logopedica è favorire l’impostazione della respirazione costo-diaframmatica ed il rilassamento muscolare di tutto il corpo,

coordinando respirazione e linguaggio prima con esercizzi specifici esclusivamente respiratori, poi  in lettura in fine eloquio spontaneo si ottiene una buona fluenza verbale.

Oggi giorno l’aiuto a chi presenta questa sintomatologia può essere fornito da varie figure professionali e con metodiche differenti, l’importante è comprendere che cosa sia più adeguato per ogni persona che ci si presenta.

Non credo assolutamente che solo chi è stato affetto da questa sintomatologia e ne sia uscito possa  fornire un “valido aiuto” per un trattamento di successo, può essere più consapevole delle difficoltà quotidiane perchè è certo che sperimentare sulla propria pelle è differente dal documentarsi e comprendere,

ma ciò non toglie che la proffessionalità e la competenza di chi lavora con metodica e coerenza può portare comunque  al traguardo!