Nell’ultimo decennio questa metodica ha trovato sempre più utilizzo nella riabilitazione, non solo per casi gravi e gravissimi, ma anche in patologie più lievi,
inizialmente sono state utilizzate queste strategie per poi essere sostituite da una comunicazione verbale.

Ad ogni modo, vediamo di cosa si tratta e come possiamo adoperarla per rendere più

agevole uno scambio di messaggi che non sia verbale (cioè non veicolato dalla voce).
La comunicazione Aumentativa è basata sull’utilizzo di immagini, viene adoperata per fornire un codice a chi per problemi… anatomo funzionali (patologie varie come ad esempio: tetra paresi, disarmonia evolutiva medio grave, sindrome di Down, sindrome di Rett ecc) è impossibilitato nell’utilizzare il linguaggio verbale.

Indispensabile per mettere in atto tali strategie sarà la comprensione del SI e del NO; in mancanza di tali abilità sarebbe impossibile attuare qualsiasi progetto.

A mio avviso il modo più semplice per servirsi di questo codice è quello di classificare gli oggetti in base a categorie ben precise, per poi poterli abbinare a verbi complementi ecc.

Molto utile, sopratutto con i bambini, costruire una serie di liste che rappresentino ciò che piace e che non piace, ed immagini che rispecchino gli stati d’animo! Così gli si creano le prime scelte e le prime richieste.

Il lavoro può differire in modo abissale da caso a caso si deve tener presente nell’organizzazione del progetto riabilitativo l’età del paziente, gli interessi e le capacità che ha , per sviluppare al meglio ogni sua potenzialità.

Si partirà in questo lavoro da tre categorie semplici che saranno CHI/COSA/DOVE.
Con questi tre parametri avremo la possibilità di organizzare una buona comunicazione!