Per ABA si intende: Pratica “applicata”, piuttosto che  ricerca o di filosofia di pensiero.

“L’analisi del comportamento” può essere letta come “teoria dell’apprendimento”, cioè, capire cosa porta  (o non portara) nuove competenze.

(Questa semplificazione di dicitura, che è: ABA, è un pratica che si basa sulla manipolazione delle  abilità di apprendimento.) Può sembrare strano, pensare di utilizzare il “comportamento” come vettore per imparare a parlare, giocare e vivere come… tutti gli altri, per apprendere inoltre funzioni sociali  complesse e comportamenti adeguati.

Per i comportamentisti tutto questo può essere insegnato, per ogni soggetto che conservi  le funzioni cerebrali intatte per imparare e praticare tali abilità. Questa è l’essenza dell’ipotesi di recupero – per molti bambini, gli eccessi e i deficit  in gran parte dipendono dall’ autismo  che innesca un ‘blocco’, dell’ apprendimento che può essere superato attraverso l’insegnamento intensivo.

I bambini che non hanno difficoltà seguono nel corso della loro crescita lo sviluppo del linguaggio e delle abilità sociali in modo del tutto naturale,  imparano senza il nostro intervento specifico, ma semplicemente captando le stimolazioni dell’ambiente circostante,

infatti il mondo che li circonda fornisce le giuste condizioni per imparare la lingua, il gioco e le competenze sociali.

I bambini con autismo riescono ad imparare molto meno facilmente da ciò che li circonda. Essi hanno il potenziale per imparare , ma ci vuole un ambiente  strutturato,  in cui sono ottimizzate le condizioni per acquisire le stesse competenze che gli “altri” bambini  imparano “naturalmente”.

L’ABA è tutto ciò che occorre per strutturare l’ambiente per consentire ai nostri bambini di imparare.

L’analisi del comportamento risale a Skinner, che ha eseguito gli esperimenti sugli animali mostrando che premiandoli con cibo si riusciva a modificare il loro comportamento, apportando dei cambiamenti sostanziali nei comportamenti e guidandoli verso l’apprendimento.

Questo è accettato da tutti coloro che desiderano addestrare il “proprio cane” per “andare  fuori” ad esempio, però non si è così propensi a credere che la stessa cosa si possa attuare sull’uomo. I bambini , per fortuna, rispondono a una vasta gamma di rinforzi (premi), un insegnante ABA può usare “cibi” in un primo momento, per poi passare a una gamma molto ampia di “rinforzi”.

Le competenze che più spesso guidano il pensiero e sviluppano l’apprendimento –  la motivazione, l’autodisciplina, la curiosità – sono meravigliose ed essenziali per l’evoluzione dell’uomo – ma queste abilità sono davvero sofisticate ” sono comportamenti” che fioriscono solo dopo lo sviluppo del  linguaggio e le competenze sociali ne sono un’implicita conseguenza.

Prova a pensare:<< ogni nuovo comportamento che un animale (oppure tu,  anche io stessa) può provare, ma non viene mai premiato, è probabile che  scompaia dopo un pò (quante volte provate a  comporre quel numero occupato? Io perdo subito la pazienza…).

Fa parte del buon senso, un comportamento che si traduce in qualcosa di spiacevole (avverso) ha ancora meno probabilità di ripetersi.

Queste sono le basi della teoria dell’apprendimento comportamentale. L’ABA usa questi principi per creare un ambiente in cui i nostri ragazzi imparino quanto più possibile nel più breve tempo, sin da piccoli,  con una costante attenzione sull’uso delle ricompense positive.

Si tratta di una scienza, non di una “filosofia”. Porre l’attenzione sulla “rapidità degli apprendimenti” si basa sulla scienza, poiché è scientificamente condiviso e comprovato che il “cervello evolutivamente disordinato”  “impara ad imparare” meglio se le competenze di base vengono insegnate nella prima infanzia.

L’ Apprendimento comportamentale non è l’unico tipo di apprendimento. La maggior parte degli insegnamenti  nelle scuole sono impartiti mediante una spiegazione o da un modello, questo è ciò  che viene definito apprendimento naturale. I bambini imparano dal loro ambiente (dagli altri) ad una velocità incredibile, di solito senza alcuna assistenza.

Il punto focale dell’ABA è quello di insegnare le premesse per rendere possibile per un bambino con  difficoltà, l’apprendimento in modo naturale.

Esempio di didattica:

Il tipo più comune e distintivo di intervento sulla base di analisi comportamentale applicata è DTT . E’ ‘ ciò  che la gente spesso pensa quando si dice “ABA” o “metodo Lovaas”.  Questa è la metodica più utilizzata poichè è quella che  che funziona – ogni aspetto è stato perfezionato (ed è una metodica ancora in fase di perfezionamento) per fornire la massima efficienza di apprendimento.

In breve: allo studente viene dato uno stimolo – una domanda, una serie di blocchi ed un modello, la richiesta di andare dalla mamma per chiedere un bicchiere d’acqua – contemporaneamente viene fornita la risposta corretta, o un  ‘suggerimento’ in merito a come dovrebbe risponderea. Il bambino viene premiato ( con un M & M, una patatina, o un complimento “ottimo lavoro!”)

Se dovesse sbagliare basta ripetere la risposta giusta, tutto il resto va ignorato o corretto in molto neutrale. Appena la sua risposta diventa più affidabile, il nostro ‘suggerimento’ sparisce gradualmente  fino a quando il bambino  non risponde in maniera indipendente.

Questo tipo di attività è svolta solitamente con un rapporto di uno-a uno seduti ad un tavolo (che viene riconosciuto dal bambino come: tavolo di lavoro), con la pianificazione dettagliata delle richieste, i tempi, e la reazione del terapeuta alle risposte dello studente.

E ‘ un errore, tuttavia, pensare a un programma ABA solo come insegnamento terapeutico.  Un programma comportamentale è un completo se l’ intervento, viene effettuato, per quanto possibile, in ogni ambiente, in ogni momento disponibile.

Le abilità che vengono insegnate in modo così efficiente in esercitazioni specifiche devono essere generalizzati e praticate in ambienti naturali. Un bambino che non conosce la differenza tra “chiedere” e “raccontare” lentamente può ottenere una percentuale sempre maggiore di risposte esatte durante il trarttamento riabilitativo fino a quando l’abilità prefissata non viene considerata come “appresa”, ma lui non andrà avanti nell’acquisizione di “chiedere e raccontare”‘ adeguatamente senza un ulteriore sostegno in situazioni naturali,

ci vuole tempo per passare “dall’acquisizione all’interiorizzazione” dell’apprendimento. Ci vogliono persone preparate e di supporto – genitori, insegnanti, parenti, anche coetanei – che contribuiscano a rafforzare una vasta gamma di comportamenti adeguati in una varietà di impostazioni, fino a quando il livello di comportamento disadattivo svanisce fino al raggiungimento di un livello di comportamento  tipico, come ottenere  il sorriso  quando qualcuno lo saluta.

E’ ovvio che gli obbiettivi ed i risultati perseguibili dipendano dalle caratteristiche di ogni bambino,  quindi l’intervento riabilitativo deve essere cucito a misura per ogni piccolo paziente.

Un esempio di apprendimento naturale

Ecco l’interazione del bambino con un insegnante o un altro adulto:

Insegnante : Ciao, Alex, tu sei entusiasta di Natale? A : [nessuna risposta]

Insegnante: Che cosa hai intenzione di fare a Natale? A :. Non so maestra

Insegnante: credi che riceverai dei regali A : Sì.

Insegnante: Cos’altro hai intenzione di fare? A : [nessuna risposta]

Insegnante: Avete un albero? A :. Sì.

Insegnante: Chi ti porterà i regali a Natale? A :. Non so

Insegnante: “Babbo Natale”? A :. Sì.

Insegnante : [sorridendo] va bene, Alex bravo!

Questo è un piccolo esempio di un racconto semplice di un bimbo della scuola dell’infanzia, anche se con difficoltà riesce ad avere un dialogo, un bambino con Autismo o che dir si voglia con Disarmonia Evolutiva non riesc e a comprendere il meccanismo della conversazione, va guidato nel suo percorso verso l’autonomia.

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