Il “Disturbo del linguaggio” è uno di quei temi che è sempre stato difficile da definire. Diamo un  breve  sguardo ad alcune delle definizioni che gli specialisti ed i logopedisti hanno utilizzato in passato.

Abbiamo: disturbo del linguaggio, ritardo del linguaggio,  disabilità del linguaggio, difficoltà di apprendimento del linguaggioIl termine che appare più utilizzato oggi è disordine fonetico fonologico,  oppure ritardo dello sviluppo del linguaggio, che indica una situazione più critica.

Il termine ritardo suggerisce che… c’è una differenza nell’espressione verbale tra un bambino con difficoltà di linguaggio ed i suoi coetanei. Il termine disordine  è relativamente neutrale, ma non rende bene l’idea di quali siano le difficoltà del bambino, infatti ” disordine fonetico fonologico” si riferisce in modo identico sia al bambino che produce male tanti suioni che al bimbo che nè dice male solo qualcuno. 

Il termine ritardo dello sviluppo del linguaggio, può essere interpretato in molti modi, e può causare confusione, in particolare se utilizzato in relazione a studenti più grandi.

La confusione è particolarmente verosimile quando il termine ritardo viene attribuito impropriamente a bambini più grandi che in realtà presentano un disturbo del linguaggio secondario, quindi dovuto anche a qualche altra difficoltà annessa, e non è solo un ritardo nell’apprendere le parole nel pronunciarle e nel riconoscere gli oggetti bensì una difficoltà più importante. 

Il ritardo del linguaggio presuppone che il bambino nei primi anni di vita non sviluppi le “normali” competenze lessicali e linguistiche, cioè dica poche parole e conosca pochi oggetti di uso comune (animali, versi , colori  ecc), si esprima poco e male.

I genitori sono spesso alla ricerca di una spiegazione sul perché il loro bambino non apprenda ciò che ci si aspetta. Il problema, più frequente è che con il termine “ritardo del linguaggio”  si identificano situazioni differenti, alcune più lievi altre più complesse, però tutti i  genitori tendono a pensare, giustamente,  che il loro bambino finirà per“recuperare”  mettendosi al pari con i coetanei. 

Il compito arduo dei medici è di non creare false aspettative, ai familiari, effettuando una diagnosi scrupolosa potranno identificare il livello di difficoltà ed ipotizzare una prognosi reale.

Nel ritardo del linguaggio secondario, quando il bambino è più grande, per intenderci già scolarizzato, solitamente le difficoltà di articolazione si associano ad altre problematiche, le più frequenti sono difficoltà di lettoscrittura, proprio perchè i bambini soprattutto nell’autodettato scrivono come parlano, di conseguenza commettono molti errori.

Per una valutazione più adeguata delle competenze cognitive del bambino in questi casi è molto utile la somministrazione della WISH-R , un test che valuta varie aree di competenza e ci consente di comprendere come lavorare in modo specifico sulle abilità carenziali.

Per il disordine fonetico fonologico o ritardo dello sviluppo del linguaggio,  l’evoluzione non è sempre la stessa ma varia da bambino a bambino, in base al tipo di difficoltà ed anche alla ricettività che il piccolo dimostra di avere mettendo in pratica i vari esercizi di riabilitazione logopedica.

A mio avviso il termine ritardo del linguaggio può essere appropriato se utilizzato per bambini in  pre-scolarizzazione. Tenendo comunque sempre presente che fino a 3 anni i bambini apprendono il linguaggio, incamerano le varie informazioni quindi è plausibile che non tutti parlino bene alla stessa età ma sicuramente a tre anni se non parlano bisogna comprendere il perchè…

Il disordine fonetico fonologico viene diagnosticato solitamente intorno ai quattro anni, quando il bambino dovrebbe aver imparato quasi tutte le lettere ed avere una buona proprietà di linguaggio rispetto alla costruzione della frase.

Per quella che è la mia esperienza lavorativa posso affermare che il disordine fonetico fonologico se non è associato a null’altro solitamente si risolve positivamente in 6-12 mesi, ovviamente il tempo di riabilitazione è direttamente proporzionale al numero di lettere prodotte male. L’intervento precoce consente di evitare che i bambini possano avere difficoltà negli apprendimenti scolastici causate da un linguaggio scorretto.

Se un bambino continua ad avere problemi di linguaggio durante tutto l’iter scolastico, probabilmente le difficoltà di linguaggio sono associate ad altro ed è importante far luce sulle reali problematiche per poter attuare un piano di intervento idoneo per il nostro bambino e non stressarlo con attività non adatte alle sue competenze.

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