Recentemente mi è stato chiesto dalla madre di un bambino di 3 anni,  perché il suo bambino si pone delle domande di cui lui conosce già la risposta? Volevo condividere la mia risposta, soprattutto perché questa è una domanda molto comune che ci pongono i genitori dei bambini  con cui lavoriamo.

Esistono alcuni motivi per i quali i bambino possono porre le stesse domande più e più volte :

Poiché le domande con le risposte  note sono molto prevedibile e la prevedibilità è confortante.

Sono un modo sicuro per interagire con  qualcuno.  Lui sa già la… risposta quindi non ci sono grandi sorprese, solo un ritorno piacevole ed affidabile per creare l’ interazione.  E ‘ uno strumento di regolazione dell’esperienza e può servire come una sorta di “warm up” per ulteriori sviluppi di idee più avventurose.

  • Formulare un discorso  e domande estese può essere molto impegnativo  per alcuni  bambini, provocando una grande ansia. Le domande familiari, le più  sperimentate saranno più facili da rievocare dalla memoria. Pensate a quando ci si sente nervosi o sotto pressione e bisogna affrontare una conversazione impegnativa. Tutti noi  abbiamo alcune domande standard /   risposte che ci aiutano a gestire situazioni critiche (rispostr circostanziali) , all’occorrenza le adoperiamo anche  solo come riempitivo fino ad arrivare ad un argomentazione  migliore.
  • Il bambino  può avere, nel suo bagaglio di  informazioni,  elaborazini complesse, ma va in difficoltà soprattutto quando viene richiesta una risposta affrettata, cosa che,  noi adulti facciamo frequentemente, inconsapevolmente,  ponendo un sacco di domande contemporaneamente. Quindi, anche se il bambino  è in grado di percepire una nuova domanda,  potrebbe andare in  confusione quando deve generare la risposta. Se questo è  successo anche solo un paio di volte,  la memoria emotiva del bambino trasmette ” dell’ansia exprienced” (ansia prestazionale) al bambino, ciò può essere sufficiente a dissuaderlo dal correre qualsiasi rischio successivamente.
  • Un altro motivo  può anche essere che ” sta facendo quello che ha imparato a fare”.  Ai  bambini vengono poste domande per tutto il tempo dagli  adulti che conoscono le risposte a loro volta. Questo accade soprattutto per i ragazzi che presentano difficoltà nel parlare  o sono più lenti a sviluppare il linguaggio rispetto ai loro coetanei. Pensate a quante volte  chiediamo ad esempio  di riconoscere un colore  o  di dirci  qual’ìè il verso  di un animale,  pur sapendo  con chiarezza che conoscono la risposta.  La motivazione che ci spinge inconsapevolmente a farlo  è in qualche modo la stessa:  ottenere la risposta che stiamo sperando, abbiamo una interazione piacevole, ed il risultato è che ci  si sente bene.

Un autoesame dei familiari in merito al modo di porre le domande al proprio bambino può facilitare la regolamentazione  per iniziare uno scambio più costruttivo . Vorrei suggerire di espandere l’informazione verbale data al bambino  in ogni modo possibile:  offrendo una risposta familiare, ma aggiungendo sempre ulteriori informazioni, a volte si può far partecipe il piccolo di ragionamenti ad alta voce  su qualcosa,  collegando con associazioni logiche di uguaglianza di utilizzo in merito all’argomento ( questo arricchimento delle conoscenze non deve essere fatto richiedendo direttamente a lui ponenmdogli domande,  perché questa modalità  può avere l’effetto opposto di sgretolamento) , se riesci puoi trasformarlo in un gioco a voce alta condotto da te nel quale il tuo bambino ascolta o collabora solo se vuole!

Creando un’ inerazione verbale molto affiatata col tuo bambino, puo giocare alle associazioni “pazze” in cui  si potrebbero anche dare risposte stupide, demolendo così ogni sorta di inibizione o di tensione per un possibile fallimento, ma guidandolo in un apprendimento costruttivo ed alla maturazione della propria percezione del “Sè” mediante la risposta positiva e l’imitazione  perché l’attenzione è rivolta all’impegno condiviso.

Bhè questo è uno dei tanti modi per favorire l’evoluzione del linguaggio del tuo bambino, se ci provi fammi sapere com’è andata!