La maggioranza dei bambini affetti da mutismo selettivo si comportano normalmente quando si trovano in contesti e situazioni confortevoli.

Di solito i genitori li descrivono come allegri, estroversi e talvolta anche chiacchieroni. Tuttavia, ciò che  caratterizza il loro disturbo è il comportamento inibito e il rifiuto a parlare in molte circostanze sociali.

Nel contesto scolastico, appaiono generalmente  immobili e senza espressione sul viso; alcuni evitano il contatto oculare e rifiutano ogni contatto fisico con gli adulti. Presentano enormi… difficoltà a iniziare una comunicazione e rispondono con ritardo anche quando si tratta di utilizzare canali non verbali. Perciò,  spesso escogitano un modo efficace di comunicare  non verbalmente, per esempio indicando, sorridendo facendo cenni con la testa, rimanendo inespressivi e immobili finché qualcuno indovina correttamente cosa vogliono, scrivendo note.

L’ambiente circostante comprende la loro comunicazione ed essi reagiscono positivamente. Il comportamento non verbale sostituisce quello verbale viene rinforzato dalla reazione positiva dell’ambiente che li circonda. Tenendo conto di tutte queste considerazioni, si può facilmente capire che il bambino con mutismo selettivo non è in grado di passare dal mutismo totale (un grave disturbo di comunicazione) alla comunicazione verbale fluida senza ostacoli.

Riconoscere il mutismo selettivo come un vero disturbo d’ansia è il primo passo per aiutare i bambini che ne sono affetti e questo vale anche per gli insegnanti che si trovano ad affrontare tale disturbo nella loro classe.

Occorre curare particolarmente il clima all’interno della classe in cui è inserito un bambino con mutismo selettivo, mirando da un lato a ridurre l’ansia e dall’altro a sviluppare l’autostima e la confidenza tra alunni e tra insegnante e alunni. La promozione di questi aspetti può avvenire solo attraverso un approccio in team, ovvero tramite la cooperazione di tutte le figure che gravitano attorno al bambino: genitori, insegnanti, personale scolastico e specialisti della comunicazione.

I bambini con mutismo selettivo trovano frustrante osservare i loro parenti e amici parlare così facilmente, mentre loro letteralmente non riescono. Perciò, il primo passo per aiutarli è trovare del tempo per parlare con loro, farli esprimere riguardo ai loro sentimenti e alle loro paure, dare un nome alle fobie ed eventualmente costruire insieme al loro una grigia per misurare l’ansia nelle diverse situazioni, usando sia i numeri  sia i disegni simbolici.

Il livello d’ansia del bambino con mutismo selettivo è direttamente influenzato dal grado di sicurezza percepito in un determinato contesto sociale. L’ambiente scolastico, di solito, costituisce una situazione altamente ansiogena e proprio per questo è compito dell’insegnante aiutare l’alunno a sentirsi sicuro e protetto nella propria classe, porgere la mano, sorridere frequentemente e sostenerlo quando si trova in difficoltà, sono alcuni esempi per indicare l’importanza di costruire un ambiente scolastico confortevole dove egli possa esprimersi liberamente.

Per aiutare il bambino a sviluppare un’immagine positiva della scuola, Schipon-Blum indica alcune strategie, valide sia per i genitori che per l’insegnante.

permettere al bambino di visitare la scuola e di incontrare  l’insegnante e le altre figure che lavorano nella scuola prima che inizi l’anno scolastico

coinvolgere il bambino in attività fisiche

predisporre attività in cui il bambino può eccellere

incoraggiare la socializzazione

promuovere positive abitudini nel mangiare e nel dormire,

parlare ai bambini dei suoi stati d’animo

indagare sugli stati d’animo del bambino

permettere al bambino di giocare il più possibile al di fuori della classe

suggerire al bambino di decorare la classe o un angolo di essa.

Non ho mai lavorato con bambini che presentavano il mutismo selettivo, ma mi è capitato di conoscerne alcuni nelle strutture in cui ho collaborato, sono stata molto colpita dalla loro  capacità comunicativa attuata mediante il canale visivo, una bambina mi ha letteralmente parlato con gli occhi, il senso di impotenza e la grande difficoltà che io stessa ho sperimentato in una piccola situazione, mi hanno portata a cercare articoli leggere libri e documentarmi….

Però credo sempre chei racconti di un’esperienza reale siano il modo migliore per apprendere ulteriori informazioni, se vorrai lasciare un commento  raccontandoci la tua esperienza sarà per noi un contributo preziosissimo… ciao grazie!