Di recente mi è stata posta questa domanda da un genitore . La questione è un pò difficile, ma la risposta per la maggior parte dei casi  è sì.

Sì, molti bambini con autismo passano attraverso un periodo di ecolalia e  poi gradualmente utilizzano l’ecolalia sempre meno, man mano che apprendono competenze linguistiche più complesse.

Alcunii bambini per esprimersi continuano a sfruttare le capacità di  memoria, che appaiono solitamente superiori alla media,  anche dopo aver superato  l’ecolalia,  il linguaggio per la rigidità degli schemi adoperati appare ripetitivo.

Si tratta di un lungo cammino… per i bambini con autismo,  imparare ad usare nuovi vocaboli in contesti differenti, per trasmettere  idee nuove, loro hanno bisogno di sperimentare ed interiorizzare pienamente i nuovi apprendimenti per poterli mettere in atto. Per questo ogni passo in avanti del loro percorso  è un motivo per festeggiare.

Il punto non è  tanto che il bambino superi l’ ecolalia, ma che il bambino conosca alcune cose importanti sulla comunicazione, poichè si può interrompere l’ecolalia anche attraverso percorsi molto rigidi ed automatici, ma per acquisire competenze di comunicazione bisogna attivare processi cognitivi differenti.

Possiamo sistematicamente insegnare al bambino le abilità in cui è manchevole, ma nel frattempo, la presenza dell’ecolalia è un dato oggettivo meraviglioso, perché indica che il bambino vuole comunicare e per imparare a comunicare utilizza ciò che sa fino ad ora, quindi se la sola cosa che si è strutturata è la ripetizione lui/lei sperimenta questa capacità.

Il primo articolo che io abbia mai letto sullo sviluppo del linguaggio nei bambini con autismo è stato scritto dal dottor Barry Prizant , era sull’ ecolalia,  mi è stato fornito durante lo stage in Miami. Come molti aspetti dello sviluppo del linguaggio, tipico o atipico, si scopre che l’ecolalia è molto più complicata di quanto si possa immaginare.

Mi ricordo l’articolo perché era così complicato che inaspettatamente ho continuato a pensarci, sopratutto perchè quando sono stata a Miami nel 2000, avevo in carico un bambino con autismo con una accentuata ecolalia, il chè mi dava non poche ansie, quindi ho letto con estremo interesse l’articolo che conteneva  alcuni motivi per cui i bambini usano l’ecolalia e cosa fare per aiutarli.

Il bambino con autismo  sente la gente parlare come se ascoltasse  una canzone in una lingua straniera. Il bambino non ha  idea che ci sono singole parole nei flussi lunghi del suono che ascolta.  Se io ascoltassi qualcosa in francese in questo modo – come se fosse una canzone con una melodia, potrei cercare di imitarla, pur non avendo alcuna idea di che cosa significano le parole.

Potrei anche sembrare francese, ma non saprei assolutamente quello che sto dicendo, starei solamente  imitando qualcuno che parla francese. Il fatto è che in questo caso io vorrei imitare quel suono  francese che mi è piaciuto, quindi potrei canticchiare una melodia orecchiabile. Non avendo idea del senso del testo e  nemmeno cercherei di capire quello che dice il testo.

Mi è capitato di canticchiare con disinvoltura in pubblico una canzone in inglese con un sound davvero simpatico senza riflettere sul testo forse la conoscerai…. il ritornello che mi era rimasto impresso diceva testualmente: ” fuck you, fuck you very very much…..”! Ma a me quel sound era piaciuto e senza riflettere la cantavo allegramente!Direi che non è il massimo 🙂 Sopratutto perchè dopo un pò mi son detta : << ma che mi canto?>>….

Se poi dovessi  decodificare il francese per me sarebbe  troppo difficile, quindi potrei ripetere qualsiasi cosa  solo perchè mi piace molto come suona, ma ignorandone totalmente il senso… Se un bambino sta facendo questo tipo di attività di ripetizione di parole perchè magari qualche cosa lo ha interessato, ha bisogno di voi per aiutarlo  a comprendere il significato delle parole e delle frasi.

Inizialmente è  necessario “accorciare le frasi”. Utilizzare meno parole, aiutarsi con le immagini, per dare un  significato concreto alla parola. L’ecolalia è un segno importante a dimostrazione del fatto che bisogna  fare di più per aiutare il  bambino a comprendere del linguaggio.

Il bambino ripete quello che diciamo perché  vuole provare ad avere una conversazione, ma ancora non dispone delle competenze linguistiche espressive necessarie. La buona notizia è che un bambino con ecolalia  è consapevole che la conversazione è uno scambio tra due o più personeva ed è regolato da una turnazione.

Insegnare la turnazione  può essere difficile, far comprendere ad un  bambino questo aspetto della conversazione che è molto concettuale non è cosa semplice. Insegnare ad un bambino  loquace con autismo è molto più facile che  insegnare a un bambino silenzioso.

Ma questo bambino ha ancora bisogno di imparare a mettere le sue idee in parole. È possibile aiutare un bambino ecolalico cercando di comprendere  ciò che il bambino direbbe se potesse esprimere le proprie idee, sentimenti e intenzioni in parole osservandolo attentamente e seguendo  gli indizi che lui stesso può fornirci.

Provate a leggere ogni comportamento di questo bambino e traducete il suo comportamento in parole. Se il bambino spinge, tu dirai  “Spingi”, e il bambino può ripetere “Spingi”,  se avete indovinato correttamente il motivo per cui il bambino ha spinto per esempio l’altalena (magari voleva andarci ed essere dondolato).

In questo caso, si utilizza l’ecolalia per aiutare un bambino ad imparare abilità linguistiche espressive. E ‘bene che il bambino ripeta, “”spingi” per essere dondolato, perché ripetere le tue parole lo aiuta a sviluppare le competenze linguistiche espressive.

Il bambino spesso non capisce tutto ciò che sente e ripete in modo da poter dare se stesso una seconda opportunità di poter sentire e comprendere. Lasciare del tempo di attesa dopo aver ripetuto le parole è utilissimo per  dare al piccolo il tempo di elaborare il significato di quello che ha ascoltato.

Aggiungi supporti visivi e dimostrazioni  per aumentare la comprensione del linguaggio. E ‘bene che  ripeta molte volte per comprendere meglio il  linguaggio verbale, senza questa operazione di ripetizione, il bambino non riesce ad acquisire  quello che gli si dice.

Alcuni bambini sono in grado di  auto-generare la lingua parlata dai suoi familiari, cioè quello che ascoltano in casa, ma questo processo mentale richiede uno sforzo maggiore rispetto alla sepmlice ripetizione di  ciò che altri gli hanno detto.

Il punto principale che ricordo di quel lungo articolo fatto da Barry Prizant è che l’ecolalia è una buona cosa, non una cosa negativa. I bambini con autismo imparano la lingua in modo diverso rispetto agli altri bambini e l’ecolalia è uno strumento del loro processo di apprendimento.

Ci sono molte ragioni per cui un bambino potrebbe utilizzare l’ecolalia e se si riesce a comprenderne il motivo, si è maggiormente in grado di insegnare al bambino ad apprendere  il  linguaggio verbale…

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grazie!