La programmazione dell’intervento parte naturalmente dalla valutazione delle abilità linguistiche formali e funzionali del bambino, sia sul versante della comprensione, sia su quello dell’espressione.

Mentre per la valutazione della comprensione si dispone di strumenti validati sulla popolazione infantile italiana, per quanto riguarda gli strumenti di valutazione della produzione, le scale standardizzate sono poche e spesso parziali.

Si rileva interessante, quindi, lo studio del  linguaggio spontaneo, come espressione della competenza media del parlante (Bassa Poropat, 1995).

La raccolta dei campioni sufficientemente ampi di linguaggio spontaneo, prodotti in situazioni non strutturate e/o semistrutturate, consente inoltre di… rilevare la possibile dissociazione tra queste e le produzioni linguistiche raccolte in contesto strutturato.

Si osserva spesso, infatti, come nel descrivere un’immagine appositamente scelta per elicitare un certo tipo di costruzione o di uso della morfologia, il bambino possa produrre un enunciato corretto, mentre nella produzione spontanea lo stesso tipo di enunciato presenta errori.

Evidentemente, nella produzione in un contesto strutturato intervengono fattori legati alla convergenza del focus attentivo su un determinato aspetto della grammatica, allo scaffolding offerto dal terapista, al maggiore automonitoraggio esercitato dal bambino stesso.

Tali elementi i nvece vengono meno nella produzione spontanea.

Alcuni studi mostrano come per i bambini DSL le comuni e più fisiologiche tecniche di modelling si rivelino scarsamente efficaci.

La semplice esposizione, anche se più intensiva rispetto a quanto di solito sia sufficiente per i bambini con sviluppo tipico, non consente a questi bambini di estrapolare le regole della grammatica dal modello fornito dall’adulto.

Oppure, per quanto tali regole possano essere estrapolate ed acquisite sul versante della comprensione, difficoltà di processa mento  (principalmente di memorizzazione/rievocazione, ma anche fonologiche, ecc), ne rendono arduo l’utilizzo attivo, nell’espressione.

Di conseguenza sembrerebbe opportuno un approccio maggiormente intrusivo, dove accanto al modelling , si richieda anche la riproduzione di quanto ascoltato.

Naturalmente, sarà compito del logopedista individuare quelle attività (tombola, gioco dell’oca, giochi a premi, ecc), che consentano di essere intrusivi e siano allo stesso tempo accettabili per i piccoli pazienti salvaguardandone gli aspetti emotivo-relazionali.

Le attività proposte a bambini con disturbo a carico della morfologia grammaticale sono idealmente raggruppabili in tre momenti di intervento, condotti parallelamente e con incremento graduale del grado di difficoltà :

  • Traning per una maggiore consapevolezza morfologica.
  • Giudizio di grammaticalità
  • Training mirato ed intensivo su singoli aspetti problematici e sulle aree di maggiore concentrazione degli errori.

Consapevolezza morfologica: la finalità è quella di rendere consapevoli i bambini del fatto che in italiano le parole compaiono in forma flessa e che quindi la manipolazione di certe posizioni segmentali (principalmente le finali di parola).consente di agire sui significati .

Si potrà, quindi giocare con i nomi per trasformarli dal singolare al plurale e viceversa, dal maschile al femminile, ecc e discutere insieme sulle forme così create.

Sul versante della comprensione si lavora per rendere consapevoli i bambini della necessità, in una lingua altamente flessiva come l’italiano ,m di “studiare” la parola dal punto di vista morfologico, dato che tale operazione non è opzionale ma obbligatoria.

Giudizio di grammaticalità . attraverso l’uso di coppie minime morfologiche, alcune reperibili tra il materiale in commercio, altre da confezionare appositamente caso per caso, si gioca ad individuare quale enunciati sono grammaticalmente accettabili, quali non lo sono, quali lo sono ma vogliono dire qualcos’altro rispetto alla situazione ritratta nell’immagine.

La capacità di fornire giudizi di grammaticalità è un’abilità acquisita gradualmente dai bambini  e particolarmente difficile in quelli con DSL. Tuttavia essa è stimolabile,con i benefici che derivano sempre dal poter riflettere  sulla forma del linguaggio scindendola dal piano dei contenuti.

In ultima istanza, saper riconoscere un enunciato come grammaticalmente accettabile corrisponde in buona parte al concetto di competenza linguistica come definita negli approcci linguistici più moderni e concentrati sulla conoscenza implicita della lingua da parte del parlante.