Di recente mi è capitato di rileggere un articolo che trattava le riflessioni cliniche in merito alle fobie scolastiche, che molte volte possono essere sottovalutate e confuse per capricci, ma in qualche caso sono delle difficoltà oggettive che si manifestano …

Negli ultimi anni sembra esserci ampio consenso tra i clinici nel definire la fobia scolare come difficoltà nel frequentare la… scuola associata a reazioni molto intense di ansia, panico e depressione.

Da vari studi effettuati le stime del fenomeno sono ora ampiamente accettate in proporzione all’1% circa nella popolazione generale in età scolare e nel 5% nella popolazione clinica.

Le diagnosi più frequentri nei bambini con Fobia della Scuola risultano essere:  Ansia di separazione, Fobia Specifica o Sociale e Disturbo Depressivo Maggiore.

Una difficoltà nell’apprendimento può talvolta contribuire ad avviare e sostenere l’organizzazione fobica, tuttavia non esiste chiara evidenza che tale disabilità sia sovrarappresentata nei bambini con Fobia della Scuola.

Per quanto riguarda il contesto familiare, molti Autori osservano che la fobia della scuola tende a presentarsi in pattners familiari caratterizzati da disfunzioni e disturbi emotivi.

Dall’analisi della letteratura internazionale si evince che l’evoluzione del disturbo dipende dall’evidenza della struttura psicopatologica sottostante e dalle dinamiche conflittuali all’interno delle famiglie, la prognosi sembra essere peggiore per i bambini con rifiuto della scuola per i quali viene effettuato un trattamento quando hanno più di 11 anni di età, per quelli che mostrano i sintomi più gravi e per quelli che al contempo presentano disturbi psichiatrici.

I risultati emersi da studi di follow-up su pazienti che in età scolare avevano presentato rifiuto della scuola mostrano una maggiore tendenza a sviluppare disturbi psichiatrici o situazioni di disagio psicologico.

Da uno studio effettuato su 24 bambini che manifestavano rifiuto della scuola,  emerge che l’insorgenza della fobia della scuola  sembra essere correlata ad alcuni momenti evolutivi specifici  dello sviluppo del bambino  ed associati a nuclei psicopatologici che costituiscono un terreno di vulnerabilità con cui la fragilità dell’ambiente familiare, l’eventuale psicopatologia genitoriale ed eventi di vita stressanti possono interagire, scatenando una reazione di disagio di fronte alla realtà scolastica che viene vissuta come potenzialmente frustrante.

A tale proposito va sottolineato che nel 42% dei casi osservati, la motivazione adottata dai bambini e genitori  per spiegare l’atteggiamento fobico è rappresentata dalla paura di un ambiente scolastico che viene percepito come “ostile” (insegnante rigida o molto esigente, compagni  aggressivi).

In quest’ottica la scuola rappresenterebbe sostanzialmente il teatro in cui il bambino esprime un disagio che affonda le proprie radici altrove. A tale proposito, è importante sottolineare che spesso la psicopatologia genitoriale viene diagnosticata solo al momento della consultazione del bambino: nel campione osservato, la maggior parte dei genitori che presentavano patologie franche non si erano mai sottoposti a consultazioni psichiatriche.

Tali risultati suggeriscono che il disturbo del bambino spesso favorisce la presa in carico della patologia genitorialeed in molti casi di fobia della scuola è necessario intervenire terapeuticamente sia sul versante del bambino che sul versante genitoriale.

Sebbene siano necessorie ulteriori indagini , il tipo di analisi condotta nell’articolo che ho riportato mi è sembrato un utilissimo contributo ai fini della comprensione  della patogenesi della fobia della scuola e dell’individuazione di fattori di rischio e di vulnerabilità, nell’ottica di un intervento terapeutico sempre più efficace e mirato.

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