dislessia-genitori-ansiaOggi voglio parlarti di ciò che sempre più spesso mi accade, sopratutto vorrei che riflettessi con me…

Le cose non succedono mai per caso e devo dire che ultimamente mi accorgo che le reazioni, delle persone, sono sempre simili….

Incontro la mamma di una bambina alla quale è stata diagnosticata una Dislessia Disgrafia e Discalculia,  la bimba che chiameremo Giada (nome di fantasia), frequenta la terza elementare, la mamma che da tempo sta cercando di comprendere le difficoltà scolastiche della figlia, finalmente ha avuto una risposta…

Adesso che la situazione è chiara, per Giada finalmente… cambiano le cose, la maestra le fa un programma differenziato, e la piccola finalmente inizia ad avere qualche vissuto scolastico positivo, fino ad ora aveva subito le solite tiritere… sei svogliata, distratta, non ti concentri ecc…

La mamma molto attenta mi dice:<< sai quando le leggo io un brano lei lo comprende, ma se lo legge da sola poi non sa dirmi nulla, allora io (sempre la mamma) le ho evidenziato delle parti del testo legandole alle immagini>>.

Quindi la mamma, è stata davvero brava perchè istintivamente ha trovato la strategia idonea per la sua bambina. Io le ho ho spiegato che per  Giada leggere un brano è paragonabile ad una richiesta per noi di fare qualcosa di difficilissimo, per esempio una di quelle meravigliose torte con pasta di zucchero che sono in voga in questo momento, se mi chiedessero di farne una scapperei….

Giada fa lo stesso, se sente puzza di compiti se la fila…

Questa mamma che è andata a fondo per capire le difficoltà della propria figlia, mi ha chiesto adesso che devo fare? Quando le ho preventivato di fare una pratica Asl per poter accedere in terapia, avere un onsegnante di sostegno e dei programmi adeguati per sua figlia, lei si è freddata… Mi ha chiesto come intraprendere un percorso privatamente, il chè può essere una scelta, però hac escluso il coinvolgimento scolastico…

Ciò mi lascia basita, poichè tanta scaltrezza si è bloccata davanti ad un problema di forma, probabilmente non sono stata brava a far passare l’importanza del riconoscimento di tale difficoltà… Oppure semplicemente la mamma ha già fatto grandi passi in avanti e deve arrivarci per gradi…

Non sò sono un pò rammaricata… Credo che i bambini, tutti i bambini, abbiano il diritto di essere seguiti idoneamente, se necessitano di un insegnante di sostegno  o di programmi specifici, che agevolano le loro competenze, non deve essere un problema. A volte ci sono schemi sociali che ci incastrano in modo improprio…

Per questo vorrei che sia le mamme di bimbi con problematiche simili sia voi colleghi mi veniste in aiuto questa volta raccontandomi la vostra esperienza…. magari la leggerà anche la mamma di Giada…

Grazie!!!