L’aprassia ideomotoria (AIM) sembra essere caratterizzata dall’incapacità di tradurre il programma motorio nei movimenti corretti che un gesto, l’uso  di un oggetto o l’attuazione di una determinata azione richiedono.

Il paziente con AIM sa qual’è la corretta sequenza motoria da compiere, ma il problema che incontra riguarda l’esecuzione del gesto, il come farlo.

Il paziente aprassico ideomotorio incontrerà…

difficoltà più o meno gravi sopratutto nelle imitazioni, dove non ha importanza  il fatto di fornirgli la sequesnza motoria corretta da eseguire, poichè il paziente la conosce.

Al contrario ha difficoltànella implementazione del movimento, e quindi sbaglierà anche quando gli viene fornito il modello adeguato. Spesso il paziente co AIM usa parti del corpo come se fossero oggetti, ad esempio se gli viene chiesto  di mostrare come si usa lo spazzolino da denti,userà il dito indice comese fosse lo stesso spazzolino, anzicchè produrre il gesto con cui lo spazzolino viene usato.

Seguendo il modello di Lipmann modificato da Rothi, Ochipa e Heilman abbiamo l’integrazione del concetto di lessico dell’azioneche corrisponderebbe alla memoria degli atti motori depositati nel lobo parietale.

Così come per produrree comprendere il linguaggiosi deve avere accesso ad un lessico che contiene le parole del vocabolario conosciute dal soggetto, per la comprensione e la produzione dei gestideve esistere un magazzino dei movimenti appresi e conosciuti.

Non solo , sempre in analogia con i sistemi verbali , anche per il lessico dell’azioneci sarebbero due componenti , una in entrata una in uscita: il lessico dell’azione in input e il lessico dell’azione in output.

Questa teoria ci da una spiegazione per un disturbo della comprensione del gesto che non ne altera l’esecuzione o viceversa.

Comprendere la funzione cognitiva appare indispensabile per progettare un’intervento adeguato che miri al recupero delle abilità sfruttando al meglio le competenze residue.