L’attività cognitiva  dell’uomo può essere descritta come elaborazione dell’informazione. I processi ed i meccanismi interni che consentono questa elaborazione sono numerosi e tra questi vanno ricordati tutti quei processi che vanno sotto il nome di attenzione .

Si potrebbe descrivere l’elaborazione…

umana dell’informazione senza ricorrereall’attenzione, se non fosse che l’individuo come elaboratore dell’informazione presenta limiti e caratteristiche che richiedono l’ausilio dei meccanismi attentivi.

Il sistema di elaborazione ha infatti dei limiti di tempo e di spazio dal momento che molte volte non si possono compiere simultaneamente due attività, elaborare due stimoli o recuperare dalla memoria due informazioni diverse.

Questi limiti sono evidenti nella vita di tutti i giorni, nella maggior parte dei casi, ad esempio, non è possibile scrivere al computere e sostenere una conversazione, oppure seguire il notiziario ed intrattenere contemporaneamente una conversazione, o ballare un tango e fischiettare contemporaneamente il valzer!

Ciò è dovuto al fatto che il nostro sistema di elaborazione ha una capacità limitata. Possiamo considerare l’attenzione come una funzione che regola l’attività dei processi mentali filtrando e organizzando le informazioniprovenienti dall’ambienteallo scopo di emettere una risposta adeguata. Il processo di elaborazione delle informazioni infatti è estremamenteflessibile, cioè sceglie di volta in voltaquale informazione elaboraree come elaborarla e questa possibilità di <<selezionare>> il materiale informativo avviene proprio in base al meccanismo di tipo attentivo.

Alcune particolari condizioni possono influenzare il sistema di elaborazione ed una di queste è costituita dal livello di preparazione fisiologia a riceverele stimolazioni esterne ed interne, che ci permette di rispondere più o meno adeguatamente e velocemente; questo livello attenzionale viene chiamato<< arousal>>.

Possiamo considerare questo livello di attivazione come uno stato globale dell’organismo che si svolge su di un<<continuum>> che passa dallo stato più basso, il sonno, allo stato più alto, l’iperattività.

L’attenzione selettiva sta in rapporto con il livello di attivazione, ma non coincide con esso. Il liovello di attivazione dell’organismo può agire sulla selettivitàdel sistema che riceve le informazioni: se tale livello  è troppo basso entrano indiscriminatamente tutte le stimolazioni che si accumulano nel sistema, determinando un decadimento della prestazione dell’individu; se invece il livello di attivazione è troppo elevato il sistema filtrante può ridurre eccessivamente le informazioni in entrata ed anche in questo caso la prestazione risulterà scadente.

L’altra condizione che può influenzare il sistema di risposta è il livello di vigilanza con cui ci impegnamo a svolgere un compito, cioè la capacitàdi mantenere un buon livello attenzionale per un periodo protratto nel tempo.

Sia la preparazione fisiologica a rispondere (<<arousal>>) che la vigilanza o attenzione sostenuta sono delle componenti ben distinte dell’attenzione.

E’ importante comprendere quali sono i meccanismi nervosi che presiedono alle varie componenti attentive e che possono essere lesi indipendentemente l’uno dall’altro causando deficit differenti.