Ritorno spesso a parlare di disfluenza perchè le richieste da parte delle mamme e dei papà, per una valutazione logopedica funzionale sono sempre più frequenti …

Alcuni genitori richiedono una valutazione logopedica pur avendo effettuato controlli specialistici di vario genere, ma è naturale che se non c’è stata nessuna indicazione terapeutica da parte del medico la valutazione logopedica funzionale porterà alla stessa conclusione, alcune persone  si… stupiscono nel sentirmi dire le stesse cose che gli sono già state dette in precedenza …

Come se il logopedista debba voler sempre fare terapia, ma non è così e non dovrebbe essere così… Ci tengo sempre tantissimo a chiarire che il logopedista senza un’indicazione specialistica non deve e non può effettuare un percorso riabilitativo, non è nè etico nè professionale!

Anche quando un paziente giunge da noi per una valutazione logopedica funzionale, pur individuando la necessità di svolgere un percorso riabilitativo  o abilitativo, abbiamo il dovere di far effettuare una visita specialistica e di inviare il nostro assistito a controllo periodicamente,

il chè a mio avviso oltre ad essere un obbligo legale e morale è sopratutto un vantaggio per noi operatori del settore, confrontarsi con lo specialista è sempre utile, spesso parlando saltano fuori strategie differenti ed è im portante che non ci si appiattisca in monologhi e soliloqui …

Ma veniamo a noi, ho conosciuto una splendida mamma,  molto preoccupata per la sua bellissima figlia Sara (il nome non è reale), Sara ha quasi tre anni e presenta una disfluenza caratterizzata da blocchi e ripetizioni di sillabe, questo sintomo non sempre appare, infatti durante l’osservazione non è emersa alcuna difficoltà.

La mamma davvero attenta mi ha mostrato alcuni video di periodi differenti primavera scorsa estate ed attuali,  in cui si manifestava la sintomatologia, ma devo dire che si era già attivata in modo istintivo nel fare con la piccola delle attività davvero utili per il miglioramento della fluenza verbale.

Le ho spiegato che la disfluenza nei primi anni di vita può dipendere da una scarsa padronanza del linguaggio, a volte il pensiero dei bambini è più veloce delle parole quindi si bloccano nella ricerca del vocabolo che gli occorre per esprimere il loro concetto che è ben chiaro in mente ma impiega tempo per trovare le parole giuste …

La cosa che mi ha colpita maggiormente è quanto è grande l’istinto materno, quando ho chiesto alla mamma cosa faceva quando la sua bimba si bloccava lei con gli occhi pieni di lacrime mi ha detto: << nulla dottoressa, aspettavo!>>, ma non sa quento è difficile…

Io posso solo immaginarlo… ma non è lo stesso … Comunque lei si èra attivata nel fare con la sua bimba tante attività, le ha letto storie allungando i suoni,questa  modalità  viene adoperata anche in terapia, ha giocato con la sua bambina dialogando molto con lei, quindi partendo dalle attività preferite della piccola hanno costruito il loro gioco, mamma e figlia dove la bimba ha fatto la mamma, la maestra e gli alunni ed anche quì Sara ha scelto di fare la maestra, ecc…

Io le ho consigliato di prendere le mani della sua bambina e dondolando insieme le braccia cantilenare un discorso in modo da dare una cadenza, un ritmo predefinito al linguaggio, questo gioco solitamente aiuta molto a migliorare la fluidità del linguaggio.

Giocare è sempre il modo migliore per aiutare un bambino a sviluppare le sue competenze di conoscenza in generale, quindi di arricchimento del vocabolario, apprende parole nuove se le utilizza contestualmente…

A tal proposito ti racconto cosa ho notato con stupore, uno dei miei nipoti di tre anni, giocava con l’iphone e nel gioco un gattino gli porgeva una rosa, allora lui mi guarda e dice zia Roby questo gattino è proprio gentile, ed io gli ho chiesto ma dove l’hai sentito? Mi ha risposto a scuola c’è un bimbo che si chiama  G. che è molto gentile …

Mio nipote ha sentito dire alla maestra che il suo amichetto è molto gentile ha generalizzato quel concetto e adesso lo adopera ottimamente, questo è un piccolo esempio per comprendere quanto l’esperienza diretta sia efficace.

Per concludere questo articolo voglio ricordarti che spesso le ansie delle mamme e dei papà sono molto piuù grandi delle difficoltà percepite dai  bambini, ed aggiungerei per fortuna!!!

Alcune volte la disfluenza è solo un sintomo passeggero che sparisce da sè via via che il bambino acquisisce maggiore padronanza nell’esprimersi verbalmente,  se i piccoli comprendono di avere una difficoltà si può comprometere la risoluzione spontanea di questa sintomatologia, poichè ponendo attenzione sul blocco o sulla ripetizione della sillaba i bimbi involontariamente acquiscono il sintomo e non se ne distaccano,

per questo il consiglio più importante su cui pongo maggiore attenzione sempre, quando parlo con i genitori,  è di far finta di nulla, di non fare mai in modo che questa difficoltà di espressione diventi un’arma dei bambini, molti piccoli si accorgono che quando balbettano i genitori sono più vulnerabili, concedono con maggiore facilità alcune cose … Questo non deve mai accadere, poichè rinforza la disfluenza nel bambino…

Ho voluto raccontarti la mia esperienza perchè mi ha fatto riflettere molto, vedere una mamma tanto in ansia ma che si è adoperata davvero al meglio e poter dare un supporto a chi non essendo del campo giustamente non sa che fare è per me sempre una gioia immensa.

Spero che l’articolo ti sia piaciuto se vorrai lasciare un tuo commento nè saremo davvero felici, grazie!