Il trattamento logopedico nei disturbi della comunicazione in età evolutiva mira al recupero delle fuzioni linguistiche in comprensione e in espressione Ad ogni buon conto l’intento dell’intervento mira sempre ad un recupero del linguaggio verbale, per questo gli sforzi si concetrano sul recupero delle abilità prassiche ed articolatorie.

Quando tale percorso riabilitativo non è possibile a causa di problematiche organico-funzionali, bisogna intraprendere…

un percorso riabilitativo “Alternativo”.

Mi è capitato di lavorare con u n bambino  con Sindrome di Angelman con il quale in accordo con la Neuropsichiatra si è deciso di intraprendere un percorso di Comunicazione Aumentativa Alternativa.

La Sindrome di Angelman è causata da una inattivazione del cromosoma n°15 di derivazione materna; comporta un ritardo globale, con ritardo mentale deficit psicomotorio ed assenza di linguaggio.

L’aspetto motorio appare compromesso a tal punto da rendere difficoltosa l’esecuzione di qualsiasi schema motorio finalizzato ai gesti per cui tutti i movimenti sono compromessi, si deve tener conmto che soventemente questi paziento presentano crisi convulsive riscontrabili dal tracciato EEG.

Il comportamento tipico è caratterizzato da iperattivitàe dalla presenza di un sorriso immotivato. Si riscontra inoltre la tendenza a portare la lingua al difuori del cavo orale con conseguente scialorrea, disturbi alimentari con difficoltà di suzione e deglutizione sin dalla nascita.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è una metodologia di riabilitazione che da supporto al linguaggio verbale la dove vi siano difficoltà di espressione tali da compromettere la comunicazione e/o lo sostituisce nei casi in cui sia impossibile una modalità di comunicazione mediante le parole.

Quindi diciamo che la CAA Comunicazione Aumentativa Alternativa sostituisce o aumenta il linguaggio verbale attraverso l’uso  di modalità comunicative standard (gesto, sguardo, indicazione) e speciali (sistemi di simboli, linguaggi gestuali ecc.)

La CAA fornisce strategie e strumenti facilmente accessibili per poter comunicare, moltissimi stimoli a livello cognitivo sollecitando competenze quali la comprensione, l’attenzione, la memoria e le associazioni logiche, ci aiuta a dare una forma ai concetti astratti rendendoli più comprensibili.

E’ completamente errato il pensiero che la CAA ostacoli lo sviluppo delle abilità comunicative residue, poichè è uno strumento che serve ad integrarle e a compensare il deficit di comunicazione dando l’occasione al bambino o adulto che sia, portatore di handicap, di poter interagirecon persone diverse dai propri genitori e terapisti acquisendo esperienze nuove  che favoriscono sempre l’evoluzione!

M. è giunto in terapia all’età di 4 anni con gran difficoltà si affrontava un pogramma di riabilitazione logopedica volto a favorire le competenze di un  linguaggio verbale con stimolazioni prassiche massive sia passive che per quanbto possibile attive, ma ciò nonostante i risultati non erano quelli attesi…

Comprendeva ordini semplici e produceva un linguaggio completamente incomprensibile, quindi il più delle volte M. comunicava mediante i gesti , quindi in accordo con la Neuropsichiatra infantile si è avviato un lavoro con le immagini  per ampliare il vocabolario, poi successivamente il lavoro è stato svolto sulle ralazioni tra gli oggetti cos’è a cosa serve (scegliendo le cose presenti nella sua vita quotidiana).

Così M. ha imparato a fare delle scelte, a classificare le cose che gli piacevano da quelle non gradite e sopratutto mediante le immagini ha iniziato a richiedere ciò che voleva.

M. non ha smesso di utilizzare il gesto per velocizzare la sua comunicazione, ma l’ha arricchita di un nuovo mezzo le immagini che sesso gli consentono di ottenere ciò che desidera di raccontare cosa gli è accaduto con più facilità.

Un ruolo fondamentale in queste attività è svolto dalla famiglia che ci deve aiutare nella pratica quotidiana nonchè la scuola…

La cosa che a volte mi lascia perplessa è la reticenza che c’è ancora verso questa attività , come se quando viene proposta lo specialista e/o il logopedista volessero togliere la possibilità di una comunicazione verbale, quando altro non è che un mezzo in più per dar voce a chi non può parlare…