A volte bastano poche piccole regole di comportamento per ridurre i rischi.
Molto spesso notiamo che la voce va via ( in noi , nei nostri figli, ad un familiare), soprattutto in serata si rimane proprio afoni (senza voce),
questo è un campanello d’allarme, probabilmente qualcosa non va, o semplicemente i nostri comportamenti sono errati, tendiamo cioè a sforzare continuamente la voce.

Questo disturbo di voce viene chiamato “Disfonia”

Quando parliamo l’aria passa attraverso le corde vocali facendole vibrare, così si articolano le parole sul flusso d’aria che in base alla lettera che andremo a produrre verrà gestito dal nostro corpo in modi diversi,
(per esempio se provi a dire ”f” ponendo… la mano davanti alla bocca sentirai il flusso d’aria, se invece provi a dire “c” noterai che è la gola la zona interessata per questa lettera).
Per alcune persone,  la gestione dell’aria ed il parlare correttamente  non accade in modo automatico, chi ha la tendenza ad urlare altera questo meccanismo , gridando non si riesce a coordinare il flusso d’aria con la vibrazione delle corde vocali, quindi queste ultime vibrano senza aria e si sfregano tra loro, creando infiammazioni, inspessimenti noduli , polipi.
(ovviamente, la gravità di ciò che può formarsi sulle corde vocali dipende da quanto si abusa della voce, da quanto sia errata la respirazione e da quanti comportamenti abusivi si adottano nella vita, il primo fattore negativo è il fumo, seguono il gridare, tendere a schiarire continuamente la voce con bruschi colpi di tosse  e sbalzi climatici.)
Per migliorare la qualità della voce basterà adottare dei piccoli accorgimenti, che possono attenuare notevolmente i sintomi. Si chiamano “norme di igiene vocale” : con questo termine si indicano dei comportamenti che aiutano a sforzare il meno possibile la nostra voce.
Evitare di chiamare le persone da una stanza all’altra, non parlare in luoghi molto rumorosi, non tentare di sovrapporre la propria voce ad altre (se qualcuno sta parlando e noi sentiamo la necessità di dire la nostra, spesso alziamo il tono della voce per sovrapporci e far sì che ci ascoltino, questo andrebbe sempre evitato!), riposo vocale (evitare di parlare se si percepisce dolore bruciore o altri sintomi durante la conversazione; (in tal caso bisognerebbe esprimersi a gesti o se possibile scrivendo).
Concludo dicendo che le categorie maggiormente a rischio di “Disfonia” sono solitamente i bambini , gli insegnanti i predicatori gli ambulanti , insomma tutti coloro che usano maggiormente il linguaggio parlato, per lavoro e/o per dar voce alla propria personalità in modo esuberante (con toni al disopra delle righe!).
Solitamente con un percorso logopedico ed attuando le norme di igiene vocale il quadro clinico migliora notevolmente, i noduli spesso si riassorbono, la voce riacquista un suono armonico, ciò che ho potuto constatare è che anche negli adulti spesso il sintomo riappare perchè una volta ottenuto il risultato e non avendo più nessun fastidio, gradualmente si ricade nelle vecchie abitudini scorrette e questo è davvero un gran peccato!!!