comportamento-oppositivoCi capita sempre più spesso di lavorare con bambini oppositivi, che alle nostre richieste rispondono con un bel:<<NO>>!!!

Questo comportamento rende difficoltoso il buon esito del trattamento logopedico e soprattutto nè allunga notevolmente la durata, io esercito la professione di logopedista in campania dove anche se il sistema sanitario è molto deficitario le prescrizioni per i ritardi di linguaggio non hanno avuto alcun calo,

i medici continuano a prescriverele… ad oltranza, e i centri convenzionati hanno liste d’attesa interminabili, a tutto ciò si aggiunge che a volte problemi risolvibili in pochi mesi si trascinano per annni, allora mi chiedo ma se i genitori pagassero avrebbro lo stesso menefreghismo nei confronti del trattamento e nell’impegno…..

I bambini non migliorano portandoli in terapia, quello è solo il passo più piccolo, il miglioramento è dato dall’allenamento costante, quotidiano, se si pensa che un bimbo di quattro o cinque anni possa modificare il proprio linguaggio “solo” facendo logopedia, si sbaglia di grosso…..

Non ci saranno miglioramenti per mesi e mesi, e allora si tenterà di dare la colpa a chiunque, la logopedista , la maestra, ma tanto il risultato non cambierà dando la colpa a questa o quella persona, la sola cosa da comprendere è che se a casa non c’è continuità  e  non si svolge la ripetizione delle parole da correggere il bambino non migliora il proprio linguaggio!

Bisogna collaborare, genitori e terapisti devono essere una forza unica che va nella stessa direzione se ci si allea sicuramente i risultati saranno migliori e molto più rapidi, quindi se un bimbo è oppositivo solo i suoi genitori potranno aiutarci a modellare il suo comportamento ed aiutarlo a crescere,

di recente nella struttura in cui lavoro stanno organizzando le intervisioni con gli psicologi, devo dire che sono davvero entusiasta di questo lavoro, mi aiuta a comprendere degli aspetti emotivi che a volte non sono portata a considerare…..

Alcuni familiari sono un pò scettici quando gli si propone un colloquio con lo psicologo, non c’è nulla di male è un confronto, un parere, può essere un semplice consiglio di chi ci ascolta, quindi vale semplre la pena di provare, sono dell’idea che qualsiasi cosa, nei limiti del possibile, dovrebbe essere prima sperimentata e poi anche bocciata se non la si ritiene valida …

Il percorso di studio del logopedista, almeno quando ho conseguito io il titolo nel 1997 affrontava poco gli aspetti comportamentali e relazionali, per questo motivo spesso siamo portati ad agire per istinto o seguendo ciò che abbiamo apreso durante il nostro percorso di lavoro, ma non ci sono delle basi di studio molto specifche in tal senso poi ovvimente ognuno cerca di evolversi ampliando le proprie conosenze e sopratutto confrontandosi con gli specialisti ….

Ciò che rende entusiasmante la nostra professione è l’evoluzioe continua e lapossibilità di intraprendere la stessa terapia in modi molto differenti di poterci confrontare con altri profesionisti, di modellare il prcorso riabilitativo per ogni singolo soggetto attenendoci alle peculiarità di ognuno…

La soddisfazione più grande è raggiungere con i genitori ed i bambini il nostro traguardo ogni bimbo che aiutiamo ci regala emozioni e situazioni uniche, è triste salutarci ma è bello sapere che il nostro lavoro e la collaborazione di tutti ha portato un piccolo al successo terapeutico, lavorare in squadra ci aiuta a fare meglio e sopratutto a fare tutto in tempi più brevi!