shutterstock_248850761Anche questa volta lo spunto l’ho avuto da una situazione che ho vissuto….

Quante volte è capitato di ritrovarci a lavorare con bambini con diagnosi inadeguate?

Questo a mio avviso è davvero un gran problema, poichè una diagnosi errata crea delle aspettative poco realistiche nei genitori, ma purtroppo, non sarà il medico che ha dato quella diagnosi a piangere le conseguenze dell’errore bensì il terapista.

Una diagnosi poco veritiera fa si… che i genitori del bambino, possano pensare che le difficoltà siano più lievi di quanto realmente non si presentino e soprattutto possano mal interpretare il lavoro dei terapisti.

Ad esempio, se ad un bambino viene diagnosticato un ritardo del linguaggio, ma oltre a parlare male è un bambino che non si relaziona con i coetanei, ha labilità attentive, iperattività, e  si discosta molto dalle performance globali dei suoi coetanei, direi che per quanto ad un genitore faccia più piacere sentirsi dire ha un ritardo del linguaggio,  il medico specialista ha l’obbligo di definire un quadro clinico più complesso.

Eseguiamo test di ogni genere per sminuzzare tutte le competenze dei nostri pazienti, ma poi a volte si perde di vista la globalità, bisognerebbe avere contatti continui tra specialisti e terapisti diretti o indiretti, di persona telefonicamente tramite mail, ma se non c’è confronto il lavoro è arduo.

Trattiamo con bambini diversi che hanno diagnosi differenti e a volte anche con la stessa diagnosi i percorsi riabilitativi possono differenziarsi, perchè non tutti rispondono allo stesso modo, ma soprattutto perchè ognuno ha diritto alla propria individualità.

Mi fa una gran rabbia quando i nostri pazienti partono per  “il viaggio della speranza”…

Quindi senza nulla che possa testimoniare il percorso riabilitativo effettuato, si recano in presidi ospedalieri di altre regioni e ottengono la famigerata DIAGNOSI.

Ad un bimbo seguito da me presso il centro per il quale lavoro,  in Trentino hanno diagnosticato un DSA, richiedendo un percorso di terapia occupazionale, oltre ad un programma scolastico individualizzato. Il bambino è stato lì in settembre dello scorso anno, attualmente ha recuperato tutti gli errori ortografici ed è completamente autonomo, lo era già, quindi per i nostri criteri riabilitativi non necessita di terapia occupazionale, magari la nostra burocrazia differisce da quella del trentino  e forse anche i percorsi riabilitativi hanno iter differenti, però la diagnosi direi che è inadeguata visti i risultati ….

I genitori oggi sono contenti del nostro operato, ma 12 mesi fa pensavano che dopo anni di trattamento noi quì non avevamo capito nulla, la situazione si è risolta per il meglio, ma il centro di riabilitazione  aveva fornito copia della cartella, relazione specialistica,  tutti i recapiti telefonici e telematici per poter avere un confronto , ma non vi è stato alcun contatto, direi che a volte una telefonata ci può essere d’aiuto…..

Differentemente da un’equipe di Padova sono stata sbalordita, hanno eseguito un intervento chirurgico, per un’insufficienza velare, i chirurghi a cui si erano rivolti a naoli sconsigliavano l’intervento perchè poco risuolutivo, comunque sono stata contattata sia dal chirurgo che ha operato il bimbo che dalla logopedista che lo ha valutato prima e dopo l’intervento, per confrontarsi e condividere un percorso riabilitativo, giacchè lo vedranno periodicamente per controllo, così si che si lavora bene!!!!

In conclusione la Diagnosi è importante ma deve essere condivisa da tutti coloro che lavorano con il paziente, è necessario che ci sia un filo conduttore, un dialogo tra terapist e specialisti se non c’è non esitate a chiedere che ciò avvenga, confrontarsi è sempre un modo per accrescere le proprie conoscenze e per avere nuove idee. Se la richiesta non parte da medici e terapisti può essere sollevata da voi genitori, il fine di tutti è comune quindi l’interazione è indispensabile.

Diffidate di chi non è aperto a nuove situazioni, di chi non vuole che chiediate altri pareri, di chi ha una cerchia sretta di riferimenti medici e non vi consente di andare altrove, scappate via al volo perchè a mio avviso chi non sa confrontarsi e non è aperto al cambiamento non è idoneo al lavoro di riabilitatore o di medico, fortunatamente la medicina è in continua evoluzione guai se così non fosse….