La sidrome di Asperger (SA), include quei bambini che presentano delle caratteristiche “note”  dell’Autismo , si differenziano dall’autismo ad alto funzionamento per deficit sociali comunicativi e linguistici meno accentuati nella SA, mentre gli interessi appaiono più stretti e sterotipati rispetto ai bambini affetti da autismo.

I bambini affetti da SA giungono ad un osservazione abbastanza tardi poichè riconoscono l’ambiente circostante ed interagiscono con esso con poche “limitazioni”, hanno relazioni con gli adulti ma interagiscono poco con i coetanei, per questo motivo lo sviluppo delle relazioni amicali è diventato… un oggetto privilegiato della ricerca e dell’indagine clinica.

I bambini con SA raggiungono in ritardo o in modo atipico le abilità sociali che sono alla base dei rapporti d’amicizia, ciò che è emerso da varie ricerche è che intorno ai 5 anni i bambini distinguono le relazioni d’amicizia tra i rapporti che possono stabilire con i coetanei.

Tuttavia le idee relative alle circostanze che fondano le amicizie, che ne permettono il mantenimento o ne determinano la fine, nonchè la gamma dei sentimenti che accompagnano queste circostanze si evolvono nel tempo.

Quindi in un primo momento ” l’amico ” è ” il bambino con cui gioca  o chi gli da una cosa”,  ad un livello successivo “l’amico è chi gli fa regali o piaceri” , se ciò non accade l’amicizia si interrompe!

Tra i 6 e i 9 anni i bambini iniziano a fare distinzione tra “amico e migliore amico”, crescendo tra i 6 e i 12 anni un’etichetta simpatica che possiamo dare a questo stadio  è “amicizia in caso di bel tempo” in questa fase il rapporto di amicizia si può interrompere anche per un banale disaccordo!

Solo più tardi tra i 9 e i 14 anni “l’amicizia diventa sempre più legata sui legami affettivi  fiducia intimità , prendere le parti dell’altro onorare promesse essere sinceri”.

Per comprendere i rapporti di amicizia tra i bambini bisogna osservare il tempo che essi trascorrono insieme e la qualità della loro interazione, per esempio in età scolare i bambini “amici” rispetto ai “non amici” condividono molto di più le emozioni, utilizzando oltre all’io e al tu anche il “noi”.

I bambini con SA sono più immaturi, non sanno in che modo si entra nel gruppo, come richiedere di partecipare ad un’attività, non sanno identificare quando una critica è appropriata ed usare flessibilmente comportamenti di reciprocità; anche la capacità di risolvere conflitti e l’empatia possono risultare compromessi.

A differenza dei loro cetanei, i bambini con SA non effettuano una distinzione tra “l’essere soli ed il sentirsi soli”, tendono a definire la solutudine come uno stare soli molto raramente attribuiscono un sentimento a tale esperienza.

Questa difficoltà nella percezione dei sentimenti nel riconoscimento delle emozioni l’inespressività che soventemente hanno rendono perticolarmente difficoltosi i rapporti d’amicizia, quindi con stategie idonee riconoscendo il tipo di concezione e di conoscenza che il bambino ha dei rapporti con gli altri lo  si può guidare ad esplorare le proprie conoscenze e a favorire le abilità di apprendimento necessarie per fare e mantenere amicizie.