La Sindrome di Williams è causata da un’alterazione genetica, comporta un ritardo mentale che varia di gravità da soggetto a soggetto.

I pazienti affetti da tale sindrome hanno un’aspetto particolare, di solito hanno le guance paffute e le labbra carnose, il naso è schiacciato con la  punta a “patata”, la forma degli  occhi allungata.

Sono molto estroversi e socievoli, mostrano difficoltà cognitive di vario genere, le competenze motorie appaiono inficiate, sono goffi nel movimento, anche il linguaggio solitamente è molto compromesso.

E’ molto importante effettuare un intervento riabilitativo precoce e globale, logopedico psicomotorio e dove necessiti fisioterapico, la concomitanza di tali stimolazioni è fondamentale per favorire lo sviluppo del bambino.

La fisioterapia necessita per la deambulazione, mediante passaggi posturali specifici il fisioterapista riesce solitamente a far raggiungere la deambulazione autonoma a questi bimbi.

La psicomotricità favorisce l’acquisizione delle… conoscenze spaziotemporali in vissuti concreti e fa sì che il bambino acquisisca una maggiore consapevolezza del “se” e di competenze cognitive di base.

La logopedia svolge un programma riabilitativo mirato all’ampliamento del lessico in input ed in output (comprensione-espressione), all’impostazione fonetica e lo sviluppo del linguaggio, della frase, cura inoltre le competenze di deglutizione, nella crescita esegue attività volte a favorire gli apprendimenti scolastici.

Nella mia esperienza ho incontrato due bambini con questa sindrome un maschio ed una femmina, avevano un livello cognitivo differente, la bimba era più competente, ho seguito il percorso di riabilitazione di entrambi osservandone gli sviluppi e le diverse performance nelle stesse attività.

Entrambi hanno raggiunto le autonomie sociali, però solo la bambina ha acquisito le competenze di letto-scrittura. Infatti i progetti di logopedia sono stati pianificati in base alle loro risposte e si sono differenziati in modo sostanziale, per il bambino si è scelto un percorso di lettura funzionale e autonomie sociali, mentre per la bambina  è stato possibile eseguire un piano di intervento volto agli apprendimenti con strategie di facilitazione.

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