associazioneDall’analisi delle raccolte di linguaggio spontaneo può emergere la sistematicità di alcune tipologie di errore (per esempio la terza persona plurale dei verbi, il plurale dei nomi, l’accordo articolo-nome ecc) e si può scegliere di intervenire in maniera mirata per tentare di ridurle.

Nel trattare selettivamente un aspetto della morfologia flessiva, si è rivelato utile avvalersi di opportune strategie di visualizzazione.

Come, infatti, precedentemente descritto, una delle ipotesi interpretative circa il verificarsi di tali problematiche, pone l’accento sulla difficoltà nell’analisi fonologica delle posizioni segmentali deboli, nonché sull’impatto del sovraccarico mnesico nel corso del processamento on-line.

Visualizzare il morferma  lfessivo o libero, consente, quindi, di rendere consapevole il bambino della sua presenza e della necessarietà della sua interpretazione.

Fornisce, inoltre, uno strumento utile per… alleviare il carico mnesico. Si  potranno stabilire, quindi, indicatori visivi delle marche morfemi che da applicare al materiale illustrato usato nel trattamento.In alcuni centri di riabilitazione, per esempio, ci si avvale di alcuni principi del grafismo fonetico.

Il grafismo fonetico offre uno strumento di visualizzazione grafica di fonemi, sillabe, parole e frasi mediante fonogrammi stilistici, cioè segni grafici non convenzionali che consentono una rappresentazione analogica di parametri quali gli andamenti prosodici, gli accenti, il ritmo, la quantità sillabica.

Nella rappresentazione della frase mediante il grafismo  fonetico o è possibile scegliere la riproduzione parola per parola e, magari, anche morfema per morfema, dei costituenti. In questo modo si richiama l’attenzione su ogni costituente e si risolvono le continuità fonologiche e prosodiche che possono rendere non facilmente analizzabili alcune posizioni tipicamente occupate dalla morfologia.

I fonogrammi possono essere opportunamente modificati mediante aggiunte o evidenziandone alcune parti che rimandano alla presenza o al cambiamento di un determinato morfema. Gli esempi riportati di seguito illustrano come si possa rappresentare la morfologia legata:

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Allo stesso modo è possibile a rappresentare la morfologia libera, per esempio gli articoli. Inizialmente essi possono essere prosadicamente e visivamente separati dal nome che precedono per facilitare l’analisi della stringa e consentire l’estrapolazione della regola circa l’obbligatorietà del riempimento della posizione  pronominale. In un secondo tempo sarà eventualmente possibile reintegrarli nel loro continuum percettivo e prosodico.

È così possibile disporre di un repertorio infinito, facilmente riproducibile e ed economico di elementi di classe aperta ma anche chiusa da usare variamente nel gioco combinatorio.

Producendo i fonogrammi su cartoncini si può giocare a strutturare frasi, prima scrivendole, poi leggendole ripassando i fonogrammi con le dita da sinistra verso destra ed ottenendo la sincronizzazione tra ciò che viene detto e ciò che viene guardato. Imparare a tenere il segno in un attività di questo tipo implica necessariamente l’analisi della stringa nei suoi vari componenti.

Alcune problematiche a carico della morfologia flessiva sono riscontrabili anche nei bambini DSL di lingua italiana, seppure con grandi diversi di compromissione e di atipia a seconda dei casi.

Qualunque sia l’ipotesi interpretativa alla quale sia più corretto attribuire tali difficoltà, resta il fatto che esse debbano essere affrontate nel corso del trattamento logopedico. Il piano di trattamento dovrà essere strutturato in maniera ordinata, organica ed è individualizzata, avvalendosi di tutte quelle strategie atte a scavalcare le difficoltà più strettamente inerenti il processamento linguistico.

Il trattamento dovrà inoltre fondarsi sull’analisi accurata di traduzioni quanto più possibile non condizionate da artefatti ambientali e contestuali. Si dovrà avere cura del fatto che il materiale linguistico spiegato sia effettivamente rappresentativo della competenza linguistica di quel bambino in quel momento del suo sviluppo linguistico.

La finalità del trattamento dovrebbe essere, in ultima istanza, la costruzione di una competenza linguistica e non l’apprendimento meccanico e mnemonico di stringhe linguistiche non analizzate.

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