problemi di apprendimentoLa scorsa settimana ho avuto un breve colloquio, con la mamma di un bimbetto che seguo, lei insegna e non riesce ad avere un contatto con la logopedista di un bambino che ha in classe, preoccupata per l’apprendimento difficoltoso di questo bimbo, si è rivolta a me….

Il piccolo sembra avere una buona competenza in input ma grandissime difficoltà in output, ciò sta a signioficare che comprende molto bene ma quando parla non si capisce nulla, ha una situazione socio culturale disagiata,

la famiglia di umili origini non è… in grado di seguirlo nel percorso riabilitativo logopedico, infatti il bambino non ha alcun materiale con sè, solitamente nel trattamento logopedico quando bisogna correggere la pronuncia si costruisce un quaderno di lavoro mediante il quale con immagini e parole si aiuta nella ripetizione dei vari foni da impostare.

La maestra riproduce un esempio del linguaggio di questo bambino in modo molto dettagliato, mancano tutti i foni anche quelli anteriori il solo suono onnipresente è /t/, quindi mi chiede aiuto su come stilare un programma individuale per questo bambino ma soprattutto su come aiutarlo senza interferire con il programma di riabilitazione.

A questo punto una domanda mi ronza nella testa…. ???

Lo so, a volte conciliare gli incontri con la scuola le terapie da erogare,  i propri impegni familiari non è semplice,

però una telefonata con un orario stabilito, che sia comodo per tutti si può trovare, per cercare di andare nella stessa direzione e fare qualcosa in più nell’interesse dei bambini???

Non avere dieci minuti di tempo mi sembra davvero assurdo….

Da questo presupposto nasce il mio articolo, proprio perchè la maestra in questione mi ha detto di non aver trovato nulla di specifico nel nostro sito, ed io sono sempre contenta di avere nuovi spunti e nuove idee per aiutare chi nè ha necessità….

Partiamo dal un assunto,  qualunque stimolazione offriamo ad un bambino che sia adeguata alle sue competenze, non gli farà mai del male, sarà sempre uno stimolo in più, non andrà in collisione con altri interventi, ovviamente la situazione ottimale è sapre globalmente come si sta lavorando con il bambino in terapia, per perseguire in modi differenti tutti lo stesso obiettivo.

Prendiamo inconsiderazione il caso di questo bambino che chiamerò fittiziamente Daniele,

Daniele ha sei anni frequenta la prima elementare, ha un linguaggio molto carenziale nel livello fonetico fonologico (quindi nella pronuncia) , però con un buon costrutto frastico ed un’adeguata cometenza lessicale, appare molto abile nella risoluzione di problemi e nell’attuazione di procedimenti logici.

Per aiutare Daniele, che quanto parla tende ad emettere un unico suono /t/, la cosa più importante è favorire l’impostazione fonetica, quindi migliorare la pronuncia, a scuola si potrebbe  svolgere un programma individualizzato sulla letto scritura iniziando dalle sillabe che hanno un punto di articolazione anteriore, quindi sono più facilmente visibili e solitamente più semplici da pronunciare.

Il consiglio è di procedere con una lettera per volta in modo da non sovraccaricare e sopratutto non confondere Daniele negli apprendimenti.

Quindi per esempio partendo dalla /P/ si possono preparare letture di sillabe, parole e non parole dopo aver fatto lo stesso lavoro con le lettere e le parole è possibile sviluppare piccole frasi! E’ ovvio che se Daniele non riesce a leggere una parola non si può procedere con la frase  i passaggi devo no essere graduali, quindi si procederà con parole e frasi bisillabiche, trisillabiche ecc.

I foni più anteriori che solitamente i bambini riescono a pronunciare facilmente sono: /P/B/T/D/F/V/S/M/N/L,  io preferisco partire da quelli dove i bambini hanno meno difficoltà in modo da rendergli il compito più semplice!

Questo può essere un modo di procedere correttamente con i bambini che presentano un ritardo del linguaggio ed accedono alla prima elementare, fermo restando che la cosa migliore da fare è sempre avere una collaborazione diretta con i terapisti e gli specialisti che seguono il bambino.

Spero che il nostro articolo ti sia piaciuto grazie a Sabrina per lo spunto!