La valutazione clinica strumentale deve stabilire l’integrità delle strutture coinvolte nella deglutizione così come il fisiologico funzionamento degli effettori orali, faringe, laringe, esofago cervicale, stomaco e duodeno durante il passaggio del bolo alimentare.

L’indicazione di una valutazione clinica strumentale deriva da procedure di screening o BSE (Logemann, 1999; CASPO 2000) in particolare se sussiste una… compromissione delle abilità neuropsicologiche ed il paziente appartiene ad una popolazione ad alto rischio di disfagia.

Potrà essere procrastinata od omessa in caso di condizioni cliniche generali non stabilizzate (in particolare se compromessele condizioni respiratorie), mancanza di collaborazione.

La valutazione strumentale deve consentire una definizione diagnostica del sintomo documentando la progressione di secrezioni  o bolo nelle basse vie respiratorie ovvero penetrazione ( progressione fino alle corde vocali) ed inalazione ( progressione sotto le corde vocali). Tale riscontro può essere adoperato per ricavare un parametro clinico di gravità.

L’indagine endoscopica e radiologica con studio dinamico della deglutizione e videoregistrazione possono essere considerate equivalenti nella valutazione dell’atto deglutitorio e complementari rispetto alle informazioni che forniscono.

Entrambe presentano simile sensitività  anterograda e pertanto sono appropriate nella pratica clinica.

L’indagine videofluoroscopica (VFSS) o altre indagini digitali, con la metodica del pasto baritato modificato (MBS) permettono lo studio dell’atto deglutitorio, dalla cavità orale allo stomaco, senza alcuna informazione rispettp alla  sensibilità dei distretti. Cautele protezionistiche rendono consigliabile lo studio di un numero limitato di atti.

L’indagine endoscopica con studio dinamico della deglutizione utilizza un nasofaringoscopio introdotto nella cavità del faringe attraverso la fossa nasale. Permette  lo studio della sola fase faringea della deglutizione ricavando informazioni indirette sulla fase orale ed esofagea.

La FEES permette uno studio elettivo dello sfintere laringeo, della sensibilità, oltre alla visualizzazione e gestione dei ristagni. E’ meno invasiva, eseguibile a letto anche in pazienti in condizioni generali non stabilizzate.

Deve preferibilmente essere eseguita dal foniatra o da personale opportunamente formato sulla conoscenza della fisiopatologia  della deglutizione e dei principi di riabilitazione.

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