Skip to main content

Metodologia di intervento in AAC (3 di 3)

Un bambino disabile verbale che sa cosa vuol dire ma non sa come  fare a dirlo, deve prima conoscere  cosa sa.

Un lavoro metacognitivo sui propri dati esperenziali potrà renderlo consapevole di alcuni vincoli semantici relativi ai nessi spaziali, temporali, relazionali e causali della realtà da lui vissuta e agita, orientandolo rispetto a ciò che vuole esprimere.

Per facilitare una manipolazione mentale delle esperienze, sarà necessario partire da una manipolazione concreta delle stesse, che consenta al soggetto di vederle e usarle.

La metodologia di lavoro prevede perciò…Leggi tutto

Cosa accade quando al posto della parola si adopera un codice esterno? (2 di 3)

L’uso di una tabella di comunicazione richiede che un ipotetico utente sia in grado di:

 riconoscere i simboli di cui è costituita, 

organizzare un pensiero,

individuare sulla tabella i simboli che gli consentono di poterlo esprimere,

effettuare una successivo adattamento nella scelta dei significati,

qualora nel vocabolario simbolico della tabella non fossero presenti tutti quelli di cui necessita,

indicare in successione i simboli/significato all’interlocutore.

 Emerge in modo evidente che in questa modalità il processo comunicativo richieda necessariamente una metacognizione e non sia né automatico né simultaneo.

 E questa è già una differenza sostanziale che…Leggi tutto

Legami tra l’AAC, la comunicazione, il linguaggio e la metacognizione (1 di 3)

Ultimamente sto leggendo davvero tantissimi articoli, alcuni anche più datati, ma trovo che siano ancora molto attuali…

Tra gli atti del Convegno Nazionale AICA del 1990 ho trovato l’articolo che  leggerai…

Relazione presentata al Convegno Pensiero-parola: un percorso non sempre attuabile tenutosi a Firenze il 4,6 novembre 2004.

L’AAC (Augmentative Alternative Comunication) è una pratica clinica utilizzata in riabilitazione per favorire la comunicazione la dove vi sia impossibilità di utilizzare il linguaggio verbale.

Tale approccio, nato agli inizi degli anni 70 in Canada e oggi operativo in molti Paesi,  si fonda sul presupposto che…Leggi tutto

Le App che ho utilizzato con l’ipad… (II di II)

Per un logopedista  utilizzare un  dispositivo come l’Ipad o comunque un computer, è un grande vantaggio in quanto è sicuramente  più coinvolgente per gli studenti rispetto ad una terapia tradizionale con il foglio di lavoro.

Ho  usato spesso  alcuni software in terapia, con una varietà di bambini di ogni età.

Si tratta di uno strumento molto utile quando si ha un bambino  che è  difficile da coinvolgere in terapia, quando manca  la motivazione,

con il computer acceso questi bambini improvvisamente si animano e diventano interessati alle nostre proposte partecipano volentieri all’ attività.

Io parlo è una delle mie App preferite…. Leggi tutto

Ipad può essere un valido aiuto in terapia… (I di II)

Ho avuto un sacco di domande di recente da persone in cerca di informazioni sull’ IPad. Per questo motivo ho scelto di scrivere un post prendendo spunto da una domanda proposta da Carla…

Nell’ articolo  troverai  la mia risposta alla  domanda di Carla e le risorse che ho raccolto per coloro che desiderano saperne di più su questa nuova tecnologia e come utilizzarla in logopedia.

 

Cara Roberta,

Mi chiedevo qual’è la tua…Leggi tutto